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Fresnel, Augustin-Jean
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Broglie-lès-Bernay, Dipart. dell’Eure, 1788, Ville d’Avray, Parigi, 1827 |
Compì studi di ingegneria civile al Politecnico di Parigi e nel 1808 si impiegò in un cantiere di costruzioni stradali del Servizio Statale nella Francia meridionale. Realista convinto, durante i cento giorni fu privato dell’incarico e confinato dapprima a Nyons e poi nel villaggio di Mathieu presso Caen. Fu reintegrato nelle sue mansioni a fine anno, ma nei due anni successivi ottenne vari congedi, grazie all’interessamento di Arago (Jean-François-Dominique); riprese regolarmente servizio nel 1818, però a Parigi. L’anno successivo fu assegnato al Servizio dei fari e negli anni seguenti portò contributi pratici anche alla progettazione delle lenti per fari. I congedi ed il trasferimento a Parigi gli permisero di frequentare il laboratorio di Arago, con cui era già in contatto epistolare da tempo, che aveva avuto modo di apprezzare i primi risultati di Fresnel. Di salute cagionevole, dal 1824 sino alla morte dovette ridurre drasticamente i suoi impegni. Come scienziato si dedicò esclusivamente all’ottica ed i suoi inestimabili contributi all’ottica fisica furono frutto di un solo decennio di ricerca , dal 1815 al 1824 -25.
Fresnel cominciò ad interessarsi vivamente all’ottica prima del 1815, come si vede dalla sua corrispondenza con un fratello di nome Lèonor residente a Parigi, al quale si rivolgeva per avere pubblicazioni, in particolare sulla polarizzazione della luce. Entrò in relazione epistolare con Arago ed a lui chiese consigli e suggerimenti bibliografici, questi gli consigliò di leggere Newton, Young, Grimaldi ecc. Però l’ingegnere non conosceva molto bene il latino e non poté leggere molto dei libri che Arago gli aveva consigliato; però questo fatto lo spinse a risolvere i suoi dubbi attraverso esperimenti. Lavoratore infaticabile, già alla fine del 1815, con mezzi di fortuna, aveva raccolto un tale insieme di risultati sulla diffrazione da potere scrivere una pubblicazione, "La diffraction de la lumière", che inviò all’Accademia. In questo scritto Fresnel propone nuovi argomenti in favore della teoria ondulatoria. Purtroppo però i risultati sperimentali ottenuti erano semplicemente quelli già scoperti da Grimaldi che, per di più, aveva cercato di dimostrare la discordanza tra calcoli ed osservazioni. I primi calcoli portavano a localizzare frange chiare dove invece osservava frange scure. Arago, che evidentemente, come lui, non aveva letto Grimaldi, fu entusiasta della nota di Fresnel al contrario della totalità degli accademici.
L’appoggio di Arago
fu un evento di grande importanza nella vita di Fresnel; infatti, benchè solo
ventinovenne, Arago aveva raggiunto una posizione di primo piano negli ambienti
scientifici parigini, in particolare all’Osservatorio ed all’Accademia. Fu però
lo stesso Fresnel a sentirsi insoddisfatto dei propri risultati e delle sue poco
convincenti conclusioni e continuò le osservazioni sperimentali, sempre più
affinate, su interferenza e diffrazione. È impossibile illustrare tutti i
contributi di Fresnel ed è anche difficile seguire un ordine esattamente
cronologico.
Già nel 1816 Fresnel era
arrivato a vedere il ruolo giocato dalla differenza di fase nei fenomeni
interferenziali. Per lo studio dell’interferenza (1819) impiegò dei dispositivi ideati da lui
stesso, come il biprisma e gli specchi.