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Microscopio

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Quando si vuole esaminare un piccolo oggetto nei suoi dettagli, lo si avvicina il più possibile agli occhi, perché  l'angolo sotto il quale l'occhio l'osserva sia il più grande possibile e l'immagine retinica sia la più grande possibile.

Il microscopio è uno strumento ottico in grado di aumentare l'angolo visuale e quindi in grado di ingrandire l'immagine retinica di piccoli oggetti.

Il microscopio semplice, detto anche lente d'ingrandimento, è una lente convergente. Se l'oggetto AB giace fra la lente e il fuoco F' la lente produce un'immagine A'B' virtuale e ingrandita, ed è questa l'immagine che l'occhio vede. L'immagine si forma a distanza superiore a quella dell'oggetto e questa distanza si può sempre rendere superiore alla distanza minima, che è di d = 25 cm; l'occhio, quindi, osserva l'immagine sempre distintamente.

 

 

Un altro microscopio molto utilizzato è il microscopio composto.
Il microscopio composto è costituito essenzialmente da due lenti convergenti, aventi il medesimo asse ottico; esse sono messe in posizione reciproca tale da fornire un forte ingrandimento lineare di oggetti molto piccoli. L'oggetto AB da esaminare viene collocato poco oltre il primo fuoco F' della prima lente detta obiettivo del microscopio. Questa fornisce un'immagine A'B' reale, capovolta e ingrandita.

 La seconda lente, detta oculare, viene posta in modo che l'immagine reale A'B' si formi tra il suo primo fuoco F'' e il suo centro, così che essa fornisce dell'immagine-oggetto A'B' un'immagine A''B'' virtuale, ingrandita e diritta rispetto ad A'B'. Complessivamente dunque un microscopio composto fornisce di un oggetto molto piccolo un'immagine virtuale molto ingrandita e capovolta.

Durante l'osservazione dell'oggetto, il sistema obiettivo-oculare può essere spostato solidalmente rispetto all'oggetto, in modo tale che l'immagine  si formi alla distanza di circa 25 cm dall'oculare su cui è appoggiato l'occhio dell'osservatore; tale distanza corrisponde a quella della visione distinta.