| Progetto Alla scoperta dellenergia | ||||
| Premessa | ||||
| Il gruppo di progetto ha identificato le due classe virtuali in cui sperimentare i percorsi sul tema dellenergia: | ||||
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Si è deciso di realizzare in entrambe le classi virtuali uno stesso percorso, introduttivo al concetto di energia. Lidea di fondo è sperimentare un approccio che tenga conto delle impostazioni metodologiche concordate allinterno della comunità di ScienTIC, in particolare della scelta di partire dai bambini, dalle loro conoscenze e rappresentazioni mentali e di sviluppare un percorso di costruzione del concetto che presti grande attenzione agli aspetti linguistici-comunicativi. |
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| Una riflessione collettiva (partendo anche dalle proprie concezioni personali) ha portato il gruppo a riconoscere che lenergia non è una rappresentazione mentale di un oggetto o di una situazione reale, ma piuttosto un oggetto mentale che descrive e organizza fenomeni reali. | ||||
| Dal punto di vista didattico, sembra quindi utile ricorrere ad un approccio di tipo funzionale: i bambini fanno funzionare delle macchine (cioè dei dispositivi nei quali si utilizza energia), le osservano, inventano modelli rappresentativi e queste operazioni concrete diventano il punto di partenza della costruzione per approssimazioni successive di un concetto di energia ad un livello di raffinamento adeguato ad un alunno del secondo ciclo della scuola elementare. | ||||
| In questo approccio non è tanto importante trovare una definizione più o meno giusta del concetto, quanto, partendo dal riconoscimento che la parola energia può essere usata per descrivere una grande varietà di fatti sperimentali (anzi, praticamente tutti), costruire gradualmente una acquisizione consapevole di alcune caratteristiche fondanti del concetto stesso (ad esempio, che lenergia può essere accumulata, trasferita, trasformata; almeno in prima approssimazione, si potrebbero anche affrontare le due proprietà più complesse, cioè la conservazione dellenergia e la sua degradazione). | ||||
| Per quanto riguarda la gestione della collaborazione in rete, ciascuna insegnante coordinerà il lavoro nella propria classe reale (sulla base delle attività concordate nel team della propria classe virtuale). Il ruolo di coordinamento della classe virtuale viene affidato a Giuse Invernizzi (che attualmente non dispone di una classe reale), la quale interagirà in rete con i bambini di ciascuna classe virtuale indicando le proposte di lavoro e commentando i risultati ottenuti (sulla base di quanto concordato con le altre insegnanti di ogni team virtuale). | ||||
| Obiettivi per i docenti | ||||
| In coerenza con gli obiettivi generali di ScienTIC, il progetto intende promuovere: | ||||
Nello specifico, la dimensione della comunicazione in rete permetterà di sviluppare gli aspetti del confronto, dellapprendimento fra pari e della produzione cooperativa tra gruppi di alunni distanti. |
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| Obiettivi per i bambini | ||||
| 1) Osservare, descrivere e rappresentare macchine e verificare la validità delle proprie ipotesi sul loro funzionamento | ||||
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| 2) Individuare lenergia associata a particolari sistemi e trasferita da un sistema allaltro | ||||
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| 3) Sperimentare procedure di apprendimento cooperativo | ||||
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| Unità di lavoro | ||||
| Il percorso individuato si articola in diverse fasi, ciascuna delle quali prevede attività in presenza, nellambito del gruppo classe, e attività in rete nellambito della classe virtuale. | ||||
| Unità 0. Presentazione del lavoro e apertura della classe virtuale | ||||
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I bambini familiarizzano con lambiente di comunicazione in rete, cominciano a conoscere i loro partner e a farsi conoscere, attraverso brevi presentazioni scambiate nella classe virtuale. Il team delle insegnanti deposita nella CV uno o più messaggi che presentano in termini generali loggetto dellavventura comune. |
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| Unità 1 Osservazione e descrizione libera di macchine | ||||
| Il team delle insegnanti
individua 6 dispositivi diversi (da realizzare oppure già costruiti)
per ogni classe virtuale, facendo in modo che ci siano sia dispositivi diversi
che producono uno stesso risultato sia dispositivi simili che producono
effetti diversi. I bambini di ogni classe reale fanno funzionare 2 dispositivi e ne descrivono il funzionamento con linguaggio verbale e grafico. In questa fase ogni gruppo di bambini individua una propria struttura descrittiva (verbale e iconica): dal confronto si ricava una descrizione di classe. Tutte le descrizioni sono socializzate nella classe virtuale. |
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| Unità 2. Dalla descrizione alla rappresentazione libera | ||||
| Il confronto tra le descrizioni
fa emergere la necessità di rappresentare il funzionamento delle
macchine in modo schematico, caratterizzando ogni elemento che costituisce
una macchina sulla base della funzione che svolge nei confronti degli altri
elementi. Allinterno delle singole classi i bambini individuano schemi di rappresentazione significativi per loro. Gli schemi sono poi messi in comune nella classe virtuale. |
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| Unità 3. Verso una rappresentazione comune | ||||
| Il confronto tra le rappresentazioni depositate
in classe virtuale permetterà di osservare che oggetti e funzioni
simili possono essere stati rappresentati con simboli diversi.
Per elaborare gli schemi ci si può allora accordare su un insieme di regole che, se adottate da tutti, possono rendere più agevole la lettura e la comunicazione. A questo punto viene proposto come schema comune quello della catena di distribuzione: in pratica, i singoli sistemi che compongono i dispositivi vengono rappresentati come elementi che nella catena di scambiano lun laltro qualcosa (che gli alunni potranno chiamare luce, elettricità, calore, movimento o anche energia!) Si concorda un insieme minimo di regole (es. una data figura etichettata con un nome per gli oggetti, una freccia etichettata con un verbo per le funzioni), che permetta la traduzione delle varie situazioni empiriche in una rappresentazione convenzionale simbolica condivisa da tutti. Sulla base dei criteri concordati ci si dividono i compiti e ogni classe reale si impegna a realizzare la catena di distribuzione che descrive due dispositivi (scegliendoli tra quelli descritti dalle altre classi nel primo giro). Le catene realizzate sono depositate nella classe virtuale. |
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| Unità 4. Arriva lENERGIA | ||||
| Si introduce il termine ENERGIA per indicare
ciò che può essere posseduto, trasmesso, ricevuto da un sistema
che fa parte di una catena. Si tratta di unipotesi esplicativa che
permette di dare un nome al qualcosa che viene passato tra gli
elementi della catena e di interpretare in modo univoco i fenomeni che si
verificano nei dispositivi studiati.
In ogni classe reale viene svolto un brainstorming sul significato che i bambini attribuiscono alla parola energia. I risultati del brainstorming vengono socializzati anche nella classe virtuale e possono rinforzare lidea che il concetto che si è andati costruendo ha una valenza unificante e universale. Si concorda una lista di forme di energia, chiarendo che si tratta di specificazioni utili a distinguere i diversi modi in cui i sistemi interagiscono tra loro. |
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| Unità 5. La catena energetica | ||||
| Le catene di distribuzione precedentemente realizzate
vengono raffinate diventando vere e proprie catene energetiche.
Per verificarne la validità si chiede ai bambini di applicarle alla
descrizione di dispositivi di esperienza quotidiana (es. elettrodomestici).
Le catene sono accumulate nella classe virtuale. |
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| Documentazione | ||||
| Il processo di costruzione e raffinamento delle rappresentazioni viene documentato in pagine web che contengono anche i semilavorati, cioè le produzioni intermedie, nonché le catene energetiche finali e i risultati del brainstorming. | ||||
| Scaletta delle attività
e tempi di realizzazione
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